indennità di disoccupazione

Indennità di disoccupazione

Naspi è il nome dell’indennità di disoccupazione istituita nel 2015 e introdotta dal Governo Renzi con il “Job Act”. Si tratta di una prestazione economica che spetta a tutti coloro che hanno perso l’impiego per cause a loro non imputabili. Il nuovo assegno di disoccupazione, con le sue peculiari caratteristiche, si riconferma anche per il 2017.

Chi può richiedere l’indennità di disoccupazione Naspi

Tutti i lavoratori assunti con un contratto di lavoro subordinato presso un’azienda privata che abbiano involontariamente perso il lavoro possono inoltrare richiesta per ottenere l’indennità di disoccupazione. Nello specifico, possono accedere a Naspi: soci di cooperative con un contratto di lavoro subordinato; apprendisti; personale artistico con un contratto di subordinazione; dipendenti della Pubblica Amministrazione assunti con un contratto a tempo determinato.

Requisiti per ottenere l’indennità di disoccupazione

Oltre al requisito della perdita (involontaria) del posto di lavoro, il Decreto legislativo n. 22/2015 che ha introdotto Naspi, stabilisce che il richiedente deve trovarsi in una di tali condizioni: aver accumulato minimo 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti lo stato di disoccupazione; essere disoccupato (in base a quello che stabilisce il Dlgs. 21 Aprile 2000 n. 181); avere all’attivo trenta giornate di lavoro anche non continuative nell’anno precedente lo stato di disoccupazione.

Durata assegno di disoccupazione

Il provvedimento che ha introdotto il Job Act ha fissato anche la durata massima del sussidio, che è di due anni per i lavoratori dipendenti e sei mesi per i precari e collaboratori.

Dove presentare domanda per Naspi

Per ottenere l’indennità di disoccupazione Naspi bisogna inoltrare apposita domanda all’INPS in via telematica (non esistono altre modalità valide di richiesta). La domanda va presentata entro 68 giorni a pena di decadenza a partire dalla data in cui è cessato il rapporto di lavoro, dalla data di cessazione del periodo di malattia o di infortunio professionale indennizzato, dalla data di cessazione del periodo di maternità, dalla data di notifica della sentenza giudiziaria o della vertenza sindacale, dal trentesimo giorno a partire dalla data in cui è terminato il licenziamento per giusta causa.

Vantaggi di Naspi

L’indennità di disoccupazione introdotta dal Job Act nel 2015 è vantaggiosa sotto alcuni punti di vista: si allarga la platea dei beneficiari (che sono circa il 97% degli assicurati INPS),i requisiti per ottenere l’asegno sono meno restrittivi che in passato, l’importo dell’assegno è maggiore (fino ad un massimo di 1300 euro). Vigono regole particolari per i collaboratori a progetto e i lavoratori stagionali.

Le novità di Naspi per il 2017

A partire dal 1° Gennaio 2017 è prevista una novità: scomparirà del tutto l’assegno di mobilità e verrà sostituito dal nuovo assegno di disoccupazione Naspi. Questo stabilisce un sussidio della durata di 24 mesi massimo per tutti i lavoratori, senza alcuna distinzione (viene eliminata anche la differenza in base all’età). Per quanto concerne l’importo dell’assegno, per il 2017 Naspi prevede un assegno che non supera il 75% dello stipendio (se l’importo complessivo non è più di 1.195 euro), gli importi superiori verranno conteggiati solo per il 25% e non potranno superare i 1300 euro al mese. A partire dal quarto mese si applica una riduzione del 3%. Al riguardo è stata emessa di recente una circolare INPS in materia di Naspi, mobilità e altro. E’ la n. 224/2016: conviene consultarla per avere ragguagli in più sulle novità in vigore dal prossimo anno.