tipologie di lavoro

Quali sono le nuove tipologie di lavoro

Il sempreverde ingegnere, l’astuto avvocato, il tranquillo medico. I nuovi mostri del web con professioni che più che nomi sembrano scioglilingua: social media manager, content editor, esperti di web marketing. Manager di grandi progetti o di grandi flussi d’informazione. A che punto siamo oggi in Italia? Su quali settori e su quali tipologie di lavoro conviene puntare per sbarcare il lunario e concedersi finalmente delle soddisfazioni sotto i punti di vista economico e professionale? Si tratta di quesiti ai quali non è facile rispondere. Da soggetto a soggetto la situazione del mercato del lavoro odierna offre differenti opportunità. Che ci sono, ma che bisogna coglierle al volo, restando flessibili e specializzandosi a più non posso nel proprio campo. L’odierna crisi del lavoro e il dramma della disoccupazione sono una triste realtà eppure esistono nuove tipologie di lavoro, talvolta evoluzione dei vecchi mestieri, con cui oggi è possibile guadagnare. E bene.

La disoccupazione è ancora un dramma in Italia

Per entrare opportunamente nel discorso è necessario comunque fare un excursus sulle condizioni del mercato del lavoro in Italia. Pochi giorni fa l’Istituto Nazionale di Statistica, l’Istat, prendendo fattori come Pil, offerta di lavoro e mercato della domanda e dell’offerta tra imprese e lavoratori, ha comunicato che l’occupazione è cresciuta di oltre 189mila nuove unità. Si tratta, con ogni probabilità, di strascichi della normativa sul Jobs Act del Governo Renzi e dei suoi incentivi alle aziende per i nuovi contratti a tempo indeterminato. Parliamo di strascichi perché gli incentivi si stanno esaurendo e la crescita è di molto inferiore alle attese che si erano create nei periodi analizzati in precedenza. Tant’è vero che ministero del Lavoro e Istituto Nazionale per la Previdenza, l’Inps, hanno conteggiato una diminuzione significativa delle attivazioni di nuovi contratti. Il bilancio che se ne può trarre sta nella considerazione che la crescita, se effettivamente c’è stata (lo vedremo con certezza al termine dell’influenza del Jobs Act), è ancora troppo lenta. Il risultato è che la disoccupazione in Italia è ancora un dramma per centinaia di migliaia di famiglie.

Ripartire, reinventarsi

Da qualche parte, però, bisogna ripartire e chi è ancora alle prese con gli studi deve pensare con attenzione a opportunità e capacità, chi ha perso il lavoro deve insistere o reinventarsi. Nessuna missione è impossibile in un mercato del lavoro cambiato radicalmente negli ultimi anni. Un mercato dominato fino a qualche tempo fa dalle collaborazioni a cottimo (venditori porta a porta) o dai contratti nei call center, oggi pare vestito a nuovo grazie ai grandi passi nelle innovazioni tecnologiche. Non è detto, perciò, che si debba abbandonare la propria passione, ma si può cercare e sicuramente trovare un connubio tra desiderio e capacità.

Il web è il futuro del lavoro?

Ancora un inciso, in questa fase necessario. Il web e l’informatica, per quanto riguarda il mercato del lavoro, sono davvero il futuro? Sì e no. È un settore da prendere certamente con le molle, viste anche le bolle speculative che ci si è trovati di fronte tra gli anni ’90 e l’inizio del 2000. Eppure il mondo ha subìto più di una rivoluzione dalla tastiera di un computer o da quella di uno smartphone. La vera questione sta tutta qua.

Nessun lavoro senza formazione

E’ necessario fare una ulteriore puntualizzazione: la ricerca di lavoro non può prescindere dalla formazione. Come già accennato sopra, e attenzione che non è per niente una banalità, c’è stato un profondo cambiamento concettuale negli ultimi anni. Fino a qualche tempo fa la laurea, il diploma, l’attestato, il certificato, la specializzazione nella maggior parte dei casi, a meno di carriere ai vertici di ogni settore, si sono dimostrati un bagaglio di conoscenze non utile ai fini professionali. Oggi, invece, il mercato del lavoro è affamato di titoli ed esperienze, di conoscenze di base, di qualunque cosa faccia del candidato un professionista serio ed affidabile. Sempre più spesso è richiesta un’istruzione universitaria o tecnica, soprattutto per i nuovi lavori emergenti.

Tra vecchio e nuovo: l’evoluzione dei mestieri

Oggi abbiamo di fronte uno scenario dopo ci sono dei mestieri classici che stanno scomparendo o si stanno evolvendo ed altri dove è necessario rappresentare figure nuove di riferimento. Vediamo quali possono essere le nuove tipologie di lavoro sottolineando prima un ultimo aspetto. Se la crescita è lenta, le tecnologia invece vanno velocissime. Le nuove professioni più promettenti riguardano hi-tech, web, robotica, biotecnologie, intelligenze artificiali, trasporti automatici. Tra futuro prossimo e presente, concentriamoci per qualche istante su quest’ultimo.

Nuove tipologie di lavoro, ecco quali

Uno dei settori dove il mercato del lavoro è in enorme crescita è quello dello “sviluppatore di app”, ovvero di applicazioni, programmi, software da utilizzare sui dispositivi mobili come smartphone e tablet. I dati in questo caso sono impressionanti: le piattaforme di Google e di Apple ospitano quasi due milioni di app a testa.
Uber, con tutto il carico di polemiche che l’hanno seguita di pari passo sin dalla nascita, è comunque diventata la start-up con più valore al mondo. È stata valutata 62 miliardi di dollari ed ha creato una nuova tipologia di lavoro: l’”autista Uber”.
L’ingegnere, in generale, è una delle figure professionali attualmente più ricercata in ogni campo di specializzazione, dalla meccanica, all’aerospaziale, al gestionale. Eppure c’è un settore particolare che farò con ogni probabilità la fortuna dei futuri ingegneri. O almeno di quelli che sapranno prima di tutti comprendere il mondo della guida automatica. L’”ingegnere delle auto a guida automatica” progetterà e riparerà, garantirà spostamenti e trasporti.
In una lista delle nuove tipologie di lavoro che si rispetti non può certo mancare il “social media manager”, una figura di cui si sente parlare moltissimo di questi tempi. È nato con i social, conosce a menadito Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, ecc. ed è praticamente diventato indispensabile per le aziende che vogliono visibilità e vogliono puntare in maniera innovativa sugli strumenti di marketing e comunicazione.
Veniamo al flusso di informazioni di cui parlavamo sopra. Per gestire una tale mole di dati c’è bisogno di professionisti che sappiano analizzare, processare, schematizzare, in poche parole gestire le informazioni che ha a disposizione un’azienda. Entra così in gioco l’”analista di big data”.
Il “sustainability manager”, in sostanza manager della sostenibilità, è una figura che sta emergendo di recente con sempre più imprese impegnate a prendere decisioni che rispettino l’ambiente. C’è un manager che si occupa di tutto questo, che tiene in considerazione riscaldamento globale e tiene ben presente la coscienza ambientale di clienti, competitor e chiunque dia uno sguardo a quanto sia green l’azienda.
Il concetto di cloud è ormai entrato a far parte in tutto e per tutto delle imprese. La nuvola, che ovviamente deve essere supersicura, dove conservare e condividere i dati: è qualcosa di imprescindibile. Per questo il mercato del lavoro ha sempre più bisogno di “cloud manager”.
Anche il mercato mondiale dei droni, in inglese Uav, ovvero Unmanned Aerial Vehicles, è in costante espansione e con esso quello collegato al lavoro dell’”operatore di droni”. Può sembrare divertente, e forse lo è, ma per gestire un veicolo del genere e analizzare i dati che esso raccoglie c’è bisogno di grandi capacità di gestione.
Inutile dire che tra le nuove tipologie di lavoro ci sono gli “YouTuber”, coloro che caricano sulla popolare piattaforma contenuti video. Ebbene sì, ormai è una professione con tanto di sponsor: alcuni di essi guadagnano milioni e milioni di dollari attraverso le pubblicità.
Da non trascurare, infine, un’ultima tipologia di manager. Tra i mestieri più ricercati al giorno d’oggi c’è la figura del “food & beverage manager”. Probabilmente sull’onda di mercato che riguarda gli chef star e i talent riguardanti il cibo e la culinaria, il mangiare bene è tornato di gran moda. Anche in questo caso, però, c’è bisogno di grandi capacità manageriali: il food & beverage manager si occupa di strategie di marketing ma anche di rapporti con i clienti e con i fornitori di hotel, ristoranti e bar.
Come dicevamo, appunto, tra vecchi e nuovi mestieri, il connubio si chiama lavoro 2.0.