rottamazione delle cartelle equitalia

Rottamazione delle cartelle Equitalia

Equitalia è una società italiana a controllo pubblico che si occupa della riscossione dei tributi in tutta Italia ad eccezione della Sicilia.
Prima della costituzione nel 2005 di Riscossione S.p.A., divenuta poi Equitalia S.p.A., a riscuotere i tributi che i cittadini devono alla pubblica amministrazione erano piccoli enti privati.
Dal 2005 ad oggi Equitalia e le sue cartelle sono diventate un incubo per moltissimi italiani: anche una multa non pagata al comune, che viene poi trasmessa ad Equitalia per la riscossione del tributo, può triplicare di importo a causa di elevati interessi di mora e spese accessorie in qualche anno.

Quando chiuderà Equitalia e come funziona la rottamazione delle cartelle Equitalia.

Renzi ha annunciato qualche giorno fa che Equitalia chiuderà per sempre, ma le modalità non sono ancora chiare, e meno che mai la rottamazione delle cartelle di cui si è molto parlato.
Le informazioni sono ancora parziali e frammentarie, tuttavia con il Decreto Legge n. 193/2016 sembrerebbe annunciata la fine di Equitalia, che entro maggio 2017 dovrebbe essere assorbita completamente (attualmente è partecipata al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’INPS) dall’Agenzia delle Entrate.

Cos’è la rottamazione delle cartelle Equitalia

La rottamazione includerebbe tutti i tipi di cartella esattoriale, ed anche multe e Iva, inizialmente non comprese nella sanatoria.
Le cartelle che potranno essere rottamate sono tutte quelle notificate da Equitalia fino al 31 dicembre 2015.
Con la rottamazione sarà possibile pagare i vostri debiti verso la pubblica amministrazione pagando solo l’imposta e gli interessi previsti.
Verrebbero dunque a sparire gli oneri di riscossione ed altre spese che figurano nelle cartelle di Equitalia.

Chi può richiedere la rottamazione

Purtroppo, se state già pagando a rate una cartella di Equitalia, per voi non è previsto nessuno sconto. Nonostante la futura abolizione di Equitalia, le vostre rate seguiranno nel regime di spese accessorie e oneri già previsti e stabiliti.
La rottamazione, infatti, riguarderà le cartelle non ancora pagate.
Aderendo alla famosa rottamazione, sarà possibile pagare in un’unica soluzione o con una rateizzazione fino a 36 mesi (come previsto nel decreto) il vostro debito.

Come richiedere la rottamazione delle cartelle Equitalia

Fino al 23 gennaio 2017 sarà possibile scaricare dal sito di Equitalia il modello per la Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.
Dopo averlo compilato ed aver allegato copia di un documento di identità valido, potrete consegnarlo direttamente presso gli sportelli di Equitalia o inviarlo telematicamente e tramite PEC alla casella mail della Direzione Regionale di Equitalia di riferimento.
Sul sito di Equitalia è inoltre presente la lista delle caselle e-mail delle Direzioni Regionali.

Come comportarsi

Prima di tutto, è doveroso ricordare a voi lettori che le informazioni in questo testo si basano sul Decreto Legge n. 193/2016, decreto che prevede l’abolizione di Equitalia e la cosiddetta definizione agevolata del tributo dovuto alla pubblica amministrazione.
Le modalità con cui Equitalia sarà assorbita dall’Agenzia delle Entrate non sono ancora definite, ed inevitabilmente i primi mesi del 2017 saranno di organizzazione del nuovo apparato di riscossione e, di conseguenza, di confusione per il contribuente.
Se avete ricevuto una cartella da Equitalia, dovreste pagarla, anche per evitare che nell’attesa aumentino ancora gli interessi e le altre spese. Si tratta di un debito nei confronti dello Stato che deve essere pagato.
Tuttavia, è possibile che per cifre elevate la rottamazione sia praticamente l’unica speranza.
Il consiglio è dunque quello di rivolgervi agli sportelli di Equitalia, di consultare il sito, di rimanere aggiornati circa le novità dei prossimi mesi e, se necessario, di rivolgervi ad un esperto per avere informazioni certe e chiare sulla rottamazione e per capire prima di tutto se possiate richiederla e se vi convenga realmente farlo.